Pubblicare con una grande casa editrice. Il “salto” di Serena Venditto.

di Serena Venditto / Mi presento, innanzitutto. Mi chiamo Serena Venditto e scrivo – per lo più – gialli, ambientati a Napoli, che hanno come protagonisti quattro coinquilini e un gatto. Libri che sono usciti inizialmente con una casa editrice napoletana, Homo Scrivens, e da tre anni o poco più compaiono nel catalogo Mondadori

Se state cercando la ricetta per arrivare a pubblicare con una grandissima casa editrice, mi dispiace per voi, ma non ve la dirò. E non perché sono cattiva, o gelosa, ma semplicemente perché “il salto” da una realtà di piccole dimensioni, ma nel mio caso di grandissima qualità, alla più grande casa editrice italiana è qualcosa di non replicabile: una miscela irripetibile di fattori – anche imponderabili e assolutamente imprevedibili – quali tempi, intuizione, coincidenze, gusti (non influì poco il fatto che il direttore della narrativa italiana Mondadori all’epoca fosse molto amante dei felini), e anche un pizzico di fortuna (che ci vuole sempre). Nessuna di queste cose fu guidata da me, e accadde quasi tutto a mia insaputa: uno dei giorni più importanti della mia vita, io non c’ero neanche. 

Al di là dell’aneddotica, questo è per dire che non esiste una procedura infallibile per fare il salto, e non sono tutti i salti sono uguali. Le grandi case editrici fanno continuamente scouting e, cosa importante, lo fanno tanto nell’edito. Certamente valuteranno le migliaia di dattiloscritti che ogni mese arrivano a loro, ma per una realtà di grandi dimensioni è indubbiamente più sicuro investire energie su autori già rodati in realtà di dimensioni minori – ma che hanno già pratica di presentazioni, fiere, concorsi, che hanno anche magari una piccola cerchia di lettori – che su completi esordienti. E, viceversa, pubblicare direttamente in grande significa trovarsi all’improvviso in un mondo sconosciuto, senza nessuna preparazione. 

E quindi può capitare di rivolgersi a un’agenzia letteraria, di avere una certa visibilità grazie a un premio letterario; oppure, che un editor trovi il vostro libro recensito su una rivista o abbandonato su un pullman e si sia incuriosito; ancora, avete scritto un romanzo su un argomento particolarmente interessante, o originale, o che improvvisamente è diventato di grande attualità, ed è scritto bene, e il vostro piccolo editore lo propone a una casa editrice più blasonata, avete scritto i primi tre capitoli di una serie promettente: nessuna esperienza sarà uguale a un’altra. 

E cosa succede dopo? All’inizio, vi confesso, ero abbastanza terrorizzata: Mondadori pubblica 350 titoli l’anno, mi sentivo un puntolino in un mare di libri. Ho capito, invece, che per affrontare la cosa dovevo immaginarla in modo diverso: Mondadori come una specie di Homo Scrivens chiatta! Le funzioni che in una casa editrice di piccole e medie dimensioni vengono svolte da due, tre persone, là sono frazionate in almeno venti fra chi si occupa di macroediting, microediting, impaginazione, correzioni di bozze; poi ci sono art director, disegnatori, grafici, reparto ebook e dopo l’uscita del libro naturalmente social media manager, ufficio stampa e ufficio eventi, ufficio stampa per il web, chi si occupa dei diritti e chi dei contratti… e sicuramente ho dimenticato qualcuno. Capire a chi inviare una mail i primi giorni non è stato semplicissimo! Però, se di salto si parla, sono cascata benissimo anche da questo punto di vista, e anche se le dimensioni sono ragguardevolmente diverse, parliamo sempre di persone: persone che amano i libri, e li trattano bene. E fanno lo stesso anche con gli autori!

Un’ultima cosa che ho capito, anche questa fondamentale: pubblicare con una grande casa editrice non è un punto di arrivo, caso mai un punto di partenza. «Ma come pubblichi con Mondadori, dove vuoi arrivare?» mi si potrebbe chiedere. Mi spiego meglio, perché non pensiate che ambisca alla conquista dello Spazio infinito e oltre. Forse il mio gatto sì, ma io ho aspirazioni più misurate.

Pubblicare con una grande casa editrice concede una serie di vantaggi enormi: si è presenti in tutte le librerie, facilmente ordinabili ovunque, si è in cataloghi internazionali (nota: cosa che permette di avere il profilo autore di Amazon, che significa che ogni volta che esce un nuovo romanzo chi ha comprato il precedente viene avvertito, e non è cosa da poco), il libro ha maggiore visibilità, può avere un’attenzione dalla stampa e dai blog superiore, certamente. Ma tanto ce lo deve mettere l’autore. La cura per la crescita del libro e per la sua diffusione, presentazioni, presenza alle fiere, insomma, tutte quelle belle cose che si spera al più presto potremo tornare a fare, sono vitali per il libro e per l’autore. Perché il salto, insomma, non faccia male! 

Serena Venditto

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3 commenti

  1. più che un commento , vorrei fare una domanda: perchè mondadori non ha pubblicato dopo Aria di neve di serena Venditto , gli altri due romazi della serie Malù ed il gatto Mycroft (C’è una casa nel bosco, ed Al Sassofono blu).
    Sono di prossima uscita? E se ciò non fosse , come sarebbe possibile trovarli, visto che la casa editrice Homo Scrivens non li ha più in catalogo?

    grazie

    1. Buon pomeriggio Ferdinando! Gli altri due romanzi sono in pubblicazione ma per qualsiasi altra informazione ti invitiamo a scrivere direttamente a Homo Scrivens. Un caro saluto e continua a seguirci 😉

  2. più che un commento , vorrei fare una domanda: perchè mondadori non ha pubblicato dopo Aria di neve di serena Venditto , gli altri due romazi della serie Malù ed il gatto Mycroft (C’è una casa nel bosco, ed Al Sassofono blu).
    Sono di prossima uscita? E se ciò non fosse , come sarebbe possibile trovarli, visto che la casa editrice Homo Scrivens non li ha più in catalogo?

    grazie

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