Carta canta. La sfida del digitale e della crisi.

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di Marco Scarfiglieri / Carta canta. La sfida del digitale e della crisi.

La carta. Ci sono diverse ore della giornata in cui io e lei entriamo in contatto, lei ha bisogno di me e io di lei, del suo odore, delle sue parole, dei suoi colori, delle sue imperfezioni. La carta è quel poco che sopravvive di una realtà sempre più proiettata nella sua antitesi, l’irreale, o quello che comunemente chiamiamo virtuale, altri ancora digitale. 

L’origine cinese e la mediazione araba

Sebbene alcuni possano pensare che dalla Cina provengano solo virus o prodotti, appunto, made in China, la trovata geniale della carta viene attribuita ai Cinesi. Nelle narrazioni dell’epoca si racconta come nel 105 Tsai Lun, un primate della corte imperiale, escogitò la maniera di realizzarla basandosi su brandelli di stoffa già utilizzata.

In Italia, con ogni probabilità, a raccontare per primo della “misteriosa” carta è stato, ovviamente, Marco Polo, il celebre autore de Il Milione. Di stanza a Pechino poté osservare il lavoro dei Cinesi: la fabbricazione partiva da diverse fibre vegetali, si pensi alla paglia di riso o alla canna di bambù

La Storia vorrebbe che i segreti della fabbricazione della carta siano passati dall’Oriente all’Occidente grazie alla mediazione degli Arabi. Pare assodato che siano proprio gli arabi i primi mentori dei cartai di Fabriano, nelle Marche. Qui, per la prima volta in Italia, ha avuto luogo la della carta incentrata su lino e canapa.

Dagli Arabi agli italiani, dallo stivale all’Europa. Il segreto della carta giunse così in Germania. Qui, alla metà del XV secolo, Johannes Gutenberg inventava la stampa a caratteri mobili. Stampa e carta, il binomio perfetto, una produzione industriale come motore della diffusione istruzione e cultura, una rivoluzione silenziosa, progressiva, ma soprattutto globale e culturale. L’umanità ne avrebbe giovato. 

Dalla rivoluzione culturale al confronto col digitale

Diffusione delle idee, progresso civile e democratico, exploit di cultura ed educazione, la carta può dirsi davvero un one man show della nostra storia. Non si tratta di mera lettura o scrittura, la carta rientra nella nostra quotidianità a ogni livello, basti pensare solo alle confezioni di alcuni articoli commerciali o a diversi materiali di costruzione. Siamo fatti di carta

D’altro canto, quella della carta (e dell’editoria), oggi, si presenta come una economia in crisi. L’avvento del digitale ha provato a mischiare le “carte” in tavola. Ma potrà bastare? La risposta è negativa. I costi giganteschi che prillano intorno alla carta espongono al pericolo di default l’intera economia libresca. Presagio di carpe diem per il digitale? I numeri raccontano di un quadro del tutto differente.

Nel panorama editoriale si discute sempre con tanta apprensione circa i costi della carta. Un bene così caro che gli stessi editori hanno difficoltà nell’accaparrarsela. Quando ci riferiamo al panorama editoriale, viene ignorata una complessità nelle fondamenta. Il mercato digitale accompagnerà inevitabilmente a una costante riduzione del fatturato di tutto il settore. Stando ai numeri questa sarebbe più di una ipotesi, ma un vero e proprio dato di fatto.

Per confrontarsi con i numeri sul tema e approfondire si veda: 

Economia in crisi, l’editoria e la guerra della carta | Trend Online (trend-online.com)

Economia ed editoria: la guerra della carta

La carta scarseggia, le spese lievitano, la crisi del libro divampa: un intero comparto dell’economia italiana rischia di essere compromesso. Le tipografie covano dubbi, non sapendo se riusciranno a brindare l’anno nuovo con stock a sufficienza. Gli editori, invece, contenendo la produzione rischiano di essere estromessi dal mercato.

Infiamma la “guerra della carta”, i libri tremano. La recessione delle materie prime non risparmia nessuno: a gas, acciaio e legno, si somma l’insufficienza di cellulosa. La materia prima adoperata per la realizzazione della carta a oggi è carente e i prezzi si gonfiano, sfiorando il +70% rispetto al 2020. 

I tempi di attesa per le distribuzioni si allungano. Come se non bastasse, a compromettere ancor di più il contesto generale vi è anche la crescita dell’energia dispensata dalle cartiere. 

Le ripercussioni non si faranno attendere, una lama che ferisce la stampa delle pubblicazioni e che lede la sopravvivenza stessa delle tipografie e delle case editrici. 

L’anno è cruciale, gli editori sono messi a dura prova, le festività natalizie sono a rischio, ordinare un libro e riuscire a riceverlo operazione ardua. 

Dimenticavo, per dare un senso a quest’articolo, stampalo su carta, annusa il suo odore e rileggilo. Tutta un’altra storia, vero?

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