Editoria e Accessibilità. L’esperienza di Telos Edizioni – Intervista a Luana Astore

Telos edizioni

di Serena Matarazzo / Editoria e accessibilità. L’esperienza di Telos Edizioni – Intervista a Luana Astore

“Oggi fare editoria è difficile”.
“L’editoria non ha mercato”.
“Nessuno legge più”.

In tre frasi possiamo condensare buona parte di quella retorica che fa male all’editoria più dell’editoria stessa.

Con Librincircolo vogliamo andare oltre ogni frase fatta, ogni opinione perentoria sulle difficoltà del mercato editoriale e lo facciamo dando voce e spazio ai rappresentanti diretti di questo mondo.

Mestiere antico quello dell’editore, ma che richiede un occhio costante sulle novità e una bella dose di vivacità e di sperimentazione, che possono davvero fare la differenza.

Per questo abbiamo fatto un’interessante chiacchierata con Luana Astore, fondatrice di Telos Edizioni, una casa editrice dedicata alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, fortemente orientata verso un nuovo modo di fare editoria: innovativo, accessibile e sempre aperto alle sperimentazioni.

Buona lettura!

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L’idea che sta alla base della progettazione editoriale di TELOS EDIZIONI è rendere l’editoria accessibile per tutti. Quest’idea è nata da subito, insieme alla casa editrice o è stata una necessità osservata in un secondo momento?

Il progetto di accessibilità di Telos Edizioni nasce contestualmente al progetto della casa editrice. Fino al 2016 ho vissuto a Parigi e lì mi sono avvicinata all’editoria francese per ragazzi, mentre seguivo il dottorato in Filosofia. Spinta dal desiderio di ritornare in Italia, nel 2017 ho pensato di creare Telos. Ovviamente, quando si decide di aprire una casa editrice, bisogna capire su cosa creare il progetto editoriale. Da un confronto con un’equipe di ricercatori, tra i quali una esperta in dislessia, ho deciso di focalizzarmi sul tema della dislessia e dell’alta leggibilità.

Come si declina l’accessibilità in editoria? 

L’accessibilità è un’idea molto ampia, che può declinarsi in modi sempre nuovi e che richiede sempre nuove sperimentazioni. Io la intendo come un discorso non destinato solo alle persone con difficoltà, ma anche a tutti quei soggetti che, per motivi diversi, pigrizia, difficoltà di vario genere, non si appassionano alla lettura mentre potrebbero trovarla più stimolante attraverso l’utilizzo di sperimentazioni audio o di colori diversi. Anche perché, ricordiamoci sempre che la lettura è una attività complessa! Io stessa, oggi, leggo con più facilità libri con caratteristiche di accessibilità alla lettura, ascolto audiolibri e mi incuriosisco di progetti editoriali innovativi e sperimentali. Ad esempio, l’accessibilità va implementata anche in base a caratteristiche estetiche del progetto editoriale. Non a caso, nella collana “147. Mostro che parla!”, abbiamo pensato di far ripercorrere il senso della storia tramite alcuni focus sulle parole chiave, scritte in colori diversi. L’obiettivo è poi anche coinvolgere scuole e insegnanti. 

A tal proposito, com’è il feedback da parte delle scuole? 

Come per ogni novità, c’è sempre una iniziale forma di resistenza da parte degli insegnanti, che però poi riescono a superare anche grazie al fatto che il progetto piace agli alunni stessi. Ed è quella la cosa essenziale. 

Dunque si può parlare di una certa pigrizia da parte degli insegnanti, che spesso sono resistenti al cambiamento anche per scarsa propensione all’aggiornamento.

Sì ma riusciamo a superare l’abitudine ad utilizzare gli stessi strumenti per molti anni, quando invece il mondo dell’editoria per ragazzi è un pullulare di bellezza e innovazione. Cosa dobbiamo fare noi operatori del settore per stimolare la curiosità? La formazione continua è un buon modo sul quale noi puntiamo molto. Dalla formazione sul tema dei DSA con focus particolare sulle lingue straniere alla formazione sui temi di letteratura per l’infanzia che costituiscono dei veri percorsi di aggiornamento professionale per i docenti.

Rimanendo in tema di accessibilità, noi la intendiamo anche come facile accesso alla conoscenza dei retroscena dell’editoria e della letteratura per ragazzi, quindi ritorniamo all’idea iniziale per cui l’accessibilità si può declinare in modi e su temi vari. 

Volume secondo della collana “147 mostro che parla! 7 mostri x 21 regioni italiane”.

Già che siamo in argomento, come nasce la collana “147. Mostro che parla!”?

L’idea nasce su spinta dell’ideatrice e curatrice Teresa Porcella, che ha proposto una collana per raccontare gli esseri mostruosi di ogni regione, da proporre ai bimbi in chiave contemporanea. L’idea della collana è di individuare per ogni regione italiana i più significativi mostri o creature fantastiche e farli raccontare da autori e illustratori contemporanei. Le storie sono lette direttamente dagli autori nei dialetti regionali, per esaltare l’ethos locale e far conoscere i diversi dialetti ai ragazzi.

Concludiamo con la mai banale domanda: progetti futuri?

Credo molto nella formazione continua, l’inclusione è un concetto che rischia di essere sfuggente e allora bisogna dare ai docenti strumenti pratici di lavoro e di approfondimento delle loro competenze professionali. E’ mia intenzione continuare a sperimentare in fasce d’età differenti, soprattutto quella degli adolescenti che vivono un periodo in cui, se decidono di appassionarsi a qualcosa, lo fanno in modo assoluto, tutto sta a trovare cosa… mi aiutate? 

Che ne dite? Diamo una mano a Luana e al suo team? Se volete inviare suggerimenti e proposte sul tema dell’accessibilità in editoria, potete contattarla ai recapiti che vi lasciamo qui:

Sito internet telosedizioni.it

Pagina Facebook Telos edizioni

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